Articolo apparso su Voce Amica di dicembre 2009
Scrivere in questo giornale di noi e della nostra esperienza all’Oasi è strano e ci fa quasi impressione. Perché neanche cinque mesi fa tutto ciò non era pensabile perché non previsto.
Era la fine di giugno e venimmo a sapere che Lorenza e Alfredo (e Davide) stavano per terminare il loro servizio. La cosa ci interrogò, quasi per gioco, non sapendo neanche se la parrocchia stesse cercando di nuovo una famiglia per gestire l’Oasi di preghiera. E così, timidamente, chiedemmo a don Ettore se poteva aver senso pensarci. Lui era in partenza per un pellegrinaggio e quindi ci fu più tempo per riflettere. È strano come alle volte si tenti una strada quasi per caso, per curiosità. Poi, all’improvviso le cose vanno proprio in quella direzione. E ci si meraviglia. E alle volte ci si spaventa quasi.
Coincidenza o Buona Notizia? qualcuno si domandava il mese scorso proprio su queste pagine a proposito della nostra scelta e a quella di Elisa e Daniele (con Irene e Emanuele) in partenza per la Bolivia.
Saremmo tentati di dire coincidenza, perché la chiarezza della Buona Notizia alle volte fa impressione e spiazza. Però è Buona Notizia, inevitabilmente. Perché quando prendi quella strada, buttandoti quasi a occhi chiusi, pensando che “tanto sarà difficile che ci dicano di sì…”, quando ti metti in gioco liberamente e poi vedi che le cose vanno via lisce, allora cominciano a tremarti le gambe, perché capisci che stai andando bene. E poi, ovvio, più la strada si fa in discesa, più crescono le paure e il sospetto comincia a fare il suo gioco. È Buona Notizia quindi. Ma non solo per merito nostro, anzi.
Incontrammo Lorenza e Alfredo, visitammo la loro casa (che oggi è la nostra): entrammo in quei luoghi a noi cari e conosciuti, ma li guardammo con occhi diversi. All’Oasi, infatti, io e Francesca ci incontrammo la prima volta e nel Santuario ci sposammo nel 2005. Oggi ogni giorno torniamo sul luogo del delitto, gestendo quei locali e chiudendo ogni sera la Chiesa. Forse questa è coincidenza!
Demmo quindi la nostra adesione in piena estate. Era il 16 Luglio (ci ricordiamo la data perché Paolo compiva 4 mesi). Telefonammo a don Ettore mentre eravamo in spiaggia a trascorrere la nostra prima vacanza estiva a tre. Arrivammo a quella scelta consci che ciò che stavamo per scegliere era in linea con la nostra vita, i nostri desideri e le nostre esperienze passate, malgrado la cosa ci facesse un po’ paura perché consapevoli che vivere a Santa Maria sarebbe stato sicuramente qualcosa di diverso da quanto vissuto fino a quel momento. Ci aiutarono a decidere anche la disponibilità di don Ettore e la testimonianza di Lorenza e Alfredo, che incontrammo sereni e contenti rispetto ai tre anni vissuti all’Oasi.
A settembre arrivò la conferma e da quel momento la macchina si mise in moto fino ad arrivare a oggi, già “traslocati” e in pianta stabile lungo le sponde del Naviglio.
E proprio il Naviglio ci ricorda che ancora poca acqua è passata sotto i ponti (ne abbiamo 2 in 100 metri…) per poter fare bilanci e trarre conclusioni. Ma questo primo mese sta terminando bene, con un po’ di stanchezza addosso, ma serenamente. Paolo si sta ambientando e questo è anche un buon termometro per ciò che stiamo vivendo noi.
Da Milano abbiamo portato molti (troppi?) scatoloni, molti ricordi e qualche idea o sogno per i prossimi anni da trascorrere qui all’Oasi. Alle volte la fretta ci assale e ci fa tralasciare le cose importanti della vita quotidiana. Proprio ieri ci siamo dati al giardinaggio cercando di raccogliere i quintali e quintali di foglie che cadono copiosamente sul nostro prato. Per noi milanesi, abituati – nel migliore dei casi – a spuntare qualche ramo di gelsomino del nostro balcone, è già un successo di cui andiamo fieri e che non manchiamo di far notare a chiunque passi per casa nostra. Ma proprio le foglie ci ricordano che ogni cosa ha il suo tempo, che la natura ha un suo ritmo e per raccogliere il tutto ci vuole tempo, forza e che, potendo lavorare solo alla luce del giorno, si farà poco alla volta nei fine settimana.
E così, forse, sarà anche per noi: crediamo sia necessario “atterrare” pian piano qui all’Oasi, e poco alla volta raccogliere le foglie del giardino, curarlo, aspettare l’inverno per poi godersi la primavera.
Per ora è autunno, e cadono le foglie.
Semplice, ma naturalmente vero.
Dario, Francesca e Paolo dall’Oasi
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un anno (quasi)
03/07/2010
Riportiamo di seguito il (tentativo di) bilancio di fine anno pubblicato su Voce Amica di Luglio 2010
Un anno. È già passato un anno. Anche se non è vero: sono passati solo otto mesi da quel 31 ottobre, giorno del nostro trasloco. Ma è come se fosse passato un anno, perché con le giornate calde (speriamo!) e lunghe, e le vacanze che si avvicinano è di fatto terminata la stagione degli appuntamenti e dei gruppi che passano all’Oasi di Preghiera.
Non siamo mai stati bravi nel far bilanci, e forse otto mesi non fanno statistica. Però ci accorgiamo che “di acqua ne è passata” nella roggia accanto alle nostre finestre, qualche idea iniziale ha preso forma e qualche nuovo desiderio sta maturando.
Prima di tutto la famiglia. Stiamo cercando di vivere questo periodo di servizio all’Oasi come famiglia: con tutto ciò che questo significa, gioie e fatiche. Si, perché vivere all’Oasi significa essere presenti, accogliere persone, conoscere nuove realtà, ascoltare le richieste, imparare ad aiutarsi e a chiedere aiuto; vuol dire essere anche testimoni di una scelta, vivere un’esperienza di evangelizzazione e di impegno concreto nella Comunità a cui apparteniamo. Vivere all’Oasi significa anche godere della pace che il luogo ti regala, spazi privilegiati che il nostro piccolo Paolo sta pian piano scoprendo (insieme ai conigli selvatici, le piante e i fiori da annaffiare). Ci stiamo rendendo conto che tutto questo sta comunque plasmando la nostra famiglia. Anche ovviamente nelle fatiche di ogni giorno. Ma crediamo che questo possa aiutare a formarci. A tutto questo si aggiunge poi la gioia di poter attendere un nuovo bimbo che – grazie a Dio – nascerà agli inizi di Novembre: allora sì che sarà veramente passato un anno intero!
Ci accorgiamo che essere all’Oasi significa anche partecipare al cammino che la Chiesa sta compiendo e che passa attraverso la vita e le opere di ogni persona. I gruppi che accogliamo nei nostri locali sono moltissimi, di diversa provenienza e di diverso carisma. Questo ce lo facevano notare anche Alfredo e Lorenza che prima di noi hanno fatto lo stesso servizio all’Oasi: “Vedrete la diversità di persone e gruppi che arriveranno qui!”. È stato proprio così. Abbiamo visto modi diversi di vivere e manifestare la propria fede, di relazionarsi con le persone. Poche settimane fa una lettura della messa della domenica parlava proprio della diversità dei carismi. Spesso si è tentati di fare valutazioni o prendere distanze da una spiritualità che magari senti meno vicina, avendo la pretesa (opportunamente mascherata) di essere nel giusto; o più giusto. Ma la soluzione in tasca non ce l’ha nessuno, lo dice la lettura stessa: “diversi sono i carismi, ma uno solo è Dio”. E di fronte ad un unico Dio non c’è diversità che regga.
Vivere all’Oasi significa anche aver vissuto e organizzato gli appuntamenti in calendario quest’anno. Anche in questo caso abbiamo tratto molto insegnamento e beneficio: dalla Giornata dell’Oasi, all’incontro per Famiglie; dal rosario del mese di maggio (partecipatissimo) alle giornate di Ora et Labora, che tanto hanno incuriosito le persone (le riproporremo di certo anche il prossimo anno: l’erba continua a crescere comunque!). Ci impegniamo anche per il prossimo anno a curare gli appuntamenti dell’Oasi, con l’obiettivo di coinvolgere ancora più persone, anche nella parte organizzativa. Abbiamo già qualche idea in cantiere, che proporremo già nel mese di Settembre, durante la festa di S. Maria a cui vi diamo appuntamento (13-20 Settembre 2010).
L’Oasi è prima di tutto un luogo dove chi ha sete ed è stanco può trovare ristoro. Questo è l’augurio che vi (e ci) facciamo: che questi mesi estivi e di vacanza siano – dove possibile – un tempo per il riposo dalle fatiche (e dalle gioie) di questo anno appena trascorso.
Francesca, Dario e Paolo (e i conigli selvatici)
PS: sul Segno di questo numero troverete un servizio sull’Oasi di Preghiera.
PS2: se volete essere aggiornati sulle attività dell’Oasi iscrivetevi alla newsletter inviando una mail a oasidipreghiera+subscribe@googlegroups.com oppure visitando il sito www.cernuscoinsieme.it/web/oasi
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