racconto di un incontro
01/04/2010
Articolo pubblicato su Voce Amica di aprile 2010
Domenica 7 marzo 2010 è stata realizzata presso l’Oasi di preghiera S.Maria
una mattinata di riflessione dedicata particolarmente alle famiglie dal titolo “Va’ verso te stesso– Abramo, padre della fede”.
L’ incontro è stato tenuto da Luca Moscatelli (laico, biblista, pittore, lavora all’Ufficio Diocesano per la Pastorale Missionaria), che più volte ha guidato giornate di riflessione all’Oasi, infatti è stato uno dei relatori della giornata dell’Oasi dello scorso 23 gennaio.
L’invito a questa riflessione ha coinvolto non solo le famiglie (le quali hanno usufruito di un servizio di Baby-sitter) ma diverse persone.
L’incontro è stato concluso con un momento conviviale tenutosi attorno ad una buona cucina preparata dai volontari dell’Oasi.
Luca Moscatelli attraverso le sue riflessioni ci ha guidato in un viaggio verso la conoscenza di uno dei grandi padri della Bibbia: Abramo, rivelandoci la sua fede e soprattutto la sua umanità.
Abramo è stato il primo uomo ad essere chiamato a una storia personale di alleanza
con Dio e la sua esistenza, dal momento della chiamata, intraprende un cammino di fede verso Dio.
La scelta di Abramo non è motivata dai gesti che ha compiuto durante la sua vita perché migliore, lui era un uomo comune con il desiderio di diventare padre, ma Dio chiama Abramo per farlo allontanare da tale desiderio che lo rende schiavo e fargli comprendere il vero volto di Dio.
Il primo incontro tra Dio e Abramo si articola nell’abbandono di quest’ultimo della sua patria, la sua casa ma soprattutto del suo progetto di paternità e in questo “andare” Abramo incontrerà uomini di fede che avranno un ruolo importante nel discernimento della scelta di Dio. Ecco che diverrà benedizione per se e per gli altri.
In questo cammino Abramo impara che Dio non è l’immagine di un padre-padrone, ma è un Padre pieno di amore verso i suoi figli, che li lascia liberi, e questa verità viene rivelata solo durante il sacrificio di Isacco: infatti Dio mette alla prova Abramo chiedendogli in sacrificio il proprio figlio.
Ma alla fine Abramo lascia libero il figlio e sacrifica un ariete (padre della pecora) ossia sacrifica la sua paternità, liberando il suo cuore da quell’ossessione.
Abramo può finalmente diventare e riconoscersi figlio, che è la condizione originaria per tutti gli uomini: ognuno di noi è chiamato ad essere figlio e non padre o madre.
Abramo riconosce di avere dei limiti di essere incompiuto e questo fa si che lui si metta nelle mani di Dio, proprio come un figlio nei confronti di un padre, si affida e benedice i doni che riceve: ecco che Abramo nell’andare verso se stesso scopre il vero volto di Dio e matura una grande fede divenendone padre.
La conclusione per tutti i partecipanti in questa mattinata di riflessione, ricca di interventi è stata quella che ogni uomo e figlio è chiamato ad abbandonarsi alla bontà del Padre accogliendolo nei doni che ci dà, altrimenti la paura di non avere abbastanza per vivere ci fa cadere nella violenza, nell’invidia e nella ricerca del potere, mascherando così il vero volto di Dio.
Famiglia Comito

