festa di s.Maria 2010

Festa di S. Maria Addolorata

dal 13 al 20 settembre 2010

scarica il programma della festa

Settembre, si sa, è mese di ripartenze: scuola, lavoro, progetti, vita in famiglia, amicizie, e soprattutto buone intenzioni da smentire rigorosamente entro Natale. Rimane comunque un mese significativo perché iniziare (e spesso ricominciare) le attività ci mette in un atteggiamento di ricerca, dove anche i nostri desideri possono essere espressi e quindi presi in considerazione. Ma i primi passi di ogni avventura sono spesso accompagnati da qualche fatica o paura: timore di iniziare, di non farcela o incertezza che quello che abbiamo deciso di intraprendere sia veramente ciò che vogliamo fare o che sia giusto per la nostra vita. Ma proprio questa dinamica desiderio-paura può essere un’occasione di preghiera e di affidamento al Signore. Settembre è quindi un “buon momento” per la nostra crescita spirituale, da coltivare con attenzione.

Crediamo sia bello e significativo che la tradizione della comunità di Cernusco porti a celebrare la festa del Santuario di S.Maria Addolorata proprio a settembre: una festa che vi invitiamo a vivere proprio come occasione di affidamento dei propri desideri e delle proprie fatiche a Maria, per i progetti e gli impegni dell’anno che ognuno sta per iniziare.

La festa, che quest’anno si terrà dal 13 al 20 settembre, ha come titolo: “Maria, icona di santità cristiana”. L’invito che ci facciamo è proprio quello di “guardare” Maria come icona di una donna che ha vissuto la sua santità nella vita di tutti i giorni come sposa e madre, all’interno di una famiglia e di una comunità.

In quest’ottica il Santuario è ormai diventato un luogo di preghiera molto caro, non solo ai cernuschesi, ma a tutte le persone che per vari motivi passano lungo il Naviglio: pellegrini che arrivano anche dai paesi vicini e da Milano, lavoratori che da/per la metropolitana allungano di poco il percorso per una preghiera veloce; sportivi che, passando lungo la ciclabile, si fermano o semplicemente fanno un segno di croce come devozione, nonni che portano i nipotini con le loro biciclette. Per molti, inoltre, il Santuario è stata la chiesa in cui hanno celebrato il proprio matrimonio. È un luogo fatto di persone che volontariamente si prendono cura della pulizia e del decoro della chiesa. Tutte ciò rende più vicino e caro questo Santuario.

Il programma della festa prevede diverse celebrazioni e incontri a cui vi invitiamo a partecipare nelle modalità e nei tempi che riterrete più opportuni.

Lunedì 13 settembre, alle ore 21.00, reciteremo insieme il Rosario con alcune meditazioni guidate, mentre mercoledì 15, sempre alle 21.00, verrà celebrata la S. Messa della Famiglia, a cui sono invitate tutte le coppie che si sono sposate o che hanno battezzato i figli nell’ultimo anno (i locali dell’Oasi di preghiera potranno essere utilizzati per ospitare i bambini piccoli in autogestione).

La serata di Venerdì 17 sarà dedicata a Parola, Musica e Pittura. Alle 21.00 presso il chiostro dell’Oasi di preghiera don Ettore Colombo ci guiderà nella meditazione attraverso alcuni dipinti di Caravaggio. La riflessione verrà accompagnata da brani eseguiti dal vivo dalla Banda di Cernusco.

Sabato 18, alle ore 21,15, presso il cinema Agorà, verrà proposta una replica del musical Il Risorto, che già era stato interpretato dai ragazzi dell’oratorio in occasione delle celebrazioni per il 25° di sacerdozio di don Ettore.

Domenica 19, giornata centrale della festa, sarà caratterizzata dalle S. Messe celebrate all’aperto presso il parco comunale Paolo Comi, adiacente al Santuario. Alle ore 9.00 s. Messa celebrata da don Romeo Recalcati, che festeggia i 55 anni di sacerdozio. Alle ore 11 la tradizionale celebrazione eucaristica per gli anniversari di matrimonio, al termine della quale verrà offerto un aperitivo nel giardino dell’Oasi. Alle 16.00, infine, ultima s. Messa.

Per tutta la giornata di domenica sarà possibile visitare sotto il porticato la mostra fotografica degli anniversari di nozze, e nei locali dell’Oasi una esposizione di alcune opere di Felice Frigerio dedicate al Santuario di S.Maria e alla figura della Madonna. Non mancheranno le tradizionali iniziative benefiche con l’acquisto dell’uva, i biscotti e i liquori di S.Maria e i ricordi del Santuario.

Infine, lunedì 20 settembre alle 18.30 in Chiesa Prepositurale, concluderemo la festa con la S. Messa celebrata da don Luigi Caldera e don Paolo Steffano: un’occasione per festeggiare i loro anniversari di sacerdozio (35 e 20 anni, rispettivamente).

L’invito che facciamo a tutti è quello di partecipare a qualche evento tra quelli proposti, ma anche di ritagliare qualche minuto della giornata per fermarsi in Santuario e cogliere davvero l’occasione di affidare a Maria i desideri e le fatiche che custodiamo nel cuore. L’augurio che ci facciamo è che la figura di Maria sia “icona” del nostro vivere quotidiano.

(Pubblicato su Voce amica di Settembre 2010)

un anno (quasi)

Riportiamo di seguito il (tentativo di) bilancio di fine anno pubblicato su Voce Amica di Luglio 2010

Un anno. È già passato un anno. Anche se non è vero: sono passati solo otto mesi da quel 31 ottobre, giorno del nostro trasloco. Ma è come se fosse passato un anno, perché con le giornate calde (speriamo!) e lunghe, e le vacanze che si avvicinano è di fatto terminata la stagione degli appuntamenti e dei gruppi che passano all’Oasi di Preghiera.

Non siamo mai stati bravi nel far bilanci, e forse otto mesi non fanno statistica. Però ci accorgiamo che “di acqua ne è passata” nella roggia accanto alle nostre finestre, qualche idea iniziale ha preso forma e qualche nuovo desiderio sta maturando.

Prima di tutto la famiglia. Stiamo cercando di vivere questo periodo di servizio all’Oasi come famiglia: con tutto ciò che questo significa, gioie e fatiche. Si, perché vivere all’Oasi significa essere presenti, accogliere persone, conoscere nuove realtà, ascoltare le richieste, imparare ad aiutarsi e a chiedere aiuto; vuol dire essere anche testimoni di una scelta, vivere un’esperienza di evangelizzazione e di impegno concreto nella Comunità a cui apparteniamo. Vivere all’Oasi significa anche godere della pace che il luogo ti regala, spazi privilegiati che il nostro piccolo Paolo sta pian piano scoprendo (insieme ai conigli selvatici, le piante e i fiori da annaffiare). Ci stiamo rendendo conto che tutto questo sta comunque plasmando la nostra famiglia. Anche ovviamente nelle fatiche di ogni giorno. Ma crediamo che questo possa aiutare a formarci. A tutto questo si aggiunge poi la gioia di poter attendere un nuovo bimbo che – grazie a Dio – nascerà agli inizi di Novembre: allora sì che sarà veramente passato un anno intero!

Ci accorgiamo che essere all’Oasi significa anche partecipare al cammino che la Chiesa sta compiendo e che passa attraverso la vita e le opere di ogni persona. I gruppi che accogliamo nei nostri locali sono moltissimi, di diversa provenienza e di diverso carisma. Questo ce lo facevano notare anche Alfredo e Lorenza che prima di noi hanno fatto lo stesso servizio all’Oasi: “Vedrete la diversità di persone e gruppi che arriveranno qui!”. È stato proprio così. Abbiamo visto modi diversi di vivere e manifestare la propria fede, di relazionarsi con le persone. Poche settimane fa una lettura della messa della domenica parlava proprio della diversità dei carismi. Spesso si è tentati di fare valutazioni o prendere distanze da una spiritualità che magari senti meno vicina, avendo la pretesa (opportunamente mascherata) di essere nel giusto; o più giusto. Ma la soluzione in tasca non ce l’ha nessuno, lo dice la lettura stessa: “diversi sono i carismi, ma uno solo è Dio”.  E di fronte ad un unico Dio non c’è diversità che regga.

Vivere all’Oasi significa anche aver vissuto e organizzato gli appuntamenti in calendario quest’anno. Anche in questo caso abbiamo tratto molto insegnamento e beneficio: dalla Giornata dell’Oasi, all’incontro per Famiglie; dal rosario del mese di maggio (partecipatissimo) alle giornate di Ora et Labora, che tanto hanno incuriosito le persone (le riproporremo di certo anche il prossimo anno: l’erba continua a crescere comunque!).  Ci impegniamo anche per il prossimo anno a curare gli appuntamenti dell’Oasi, con l’obiettivo di coinvolgere ancora più persone, anche nella parte organizzativa. Abbiamo già qualche idea in cantiere, che proporremo già nel mese di Settembre, durante la festa di S. Maria a cui vi diamo appuntamento (13-20 Settembre 2010).

L’Oasi è prima di tutto un luogo dove chi ha sete ed è stanco può trovare ristoro. Questo è l’augurio che vi (e ci) facciamo: che questi mesi estivi e di vacanza siano – dove possibile – un tempo per il riposo dalle fatiche (e dalle gioie) di questo anno appena trascorso.

Francesca, Dario e Paolo (e i conigli selvatici)

PS: sul Segno di questo numero troverete un servizio sull’Oasi di Preghiera.

PS2: se volete essere aggiornati sulle attività dell’Oasi iscrivetevi alla newsletter inviando una mail a oasidipreghiera+subscribe@googlegroups.com oppure visitando il sito www.cernuscoinsieme.it/web/oasi

ora et labora v.2

Articolo apparso su Voce Amica di maggio 2010

Lo scorso 10 aprile si è volta all’Oasi Ora et labora, un’iniziativa per dare una mano in alcuni lavori pratici e per riservarsi brevi momenti di preghiera e di meditazione.

È stata un’esperienza molto interessante e utile. Sia per l’aspetto tecnico, che per quello più spirituale. Con l’aiuto di alcune persone siamo riusciti a potare la siepe, tagliare l’erba del prato e sistemare il giardino, riordinare la libreria e la segreteria, pulire a fondo alcune delle parti comuni. Ma abbiamo anche avuto la possibilità di fermarci a riflettere sul brano di Vangelo dei Discepoli di Emmaus (Matteo, cap 20): in questo è ci ha aiutato sorella Maria Luisa che ha guidato con semplicità profonda i momenti spirituali (e non solo, visto che si destreggiava alla grande anche con la tagliaerba!). E’ stato interessante scambiare con lei quattro chiacchere e conoscere così lo stile con cui vive e testimonia il Vangelo.

Oltre alla buona partecipazione, ci ha fatto molto piacere sentire che molte altre persone sapevano dell’iniziativa e che in qualche modo si sono interessate su come fosse andata la giornata.

È anche per questo –ma soprattutto perché c’è ancora molto da fare!- che il prossimo sabato 22 maggio ci sarà un’altra giornta Ora et Labora, e in questo caso sarà suor Anna Mandrini (cernuschese, dell’ordine delle Piccole Sorelle) che ci guiderà per la parte spirituale.

Vi diamo appuntamento quindi a quella giornata. Come sempre l’invito è aperto a tutti, non sono necessarie competenze particolari: al mattino vedremo quanti saremo e quali forze avremo a disposizione, in base a questo ci organizzeremo. Vi consigliamo di portare abbigliamento da lavoro. Vi aspettiamo dalle 9 del mattino, pranzeremo insieme e –per chi può- continueremo il lavoro anche al pomeriggio

Sul sito www.cernuscoinsieme.it/web/oasi/ troverete i testi delle meditazioni e gli avvisi degli altri appuntamenti

A presto

Francesca e Dario (e Paolo) 

racconto di un incontro

Articolo pubblicato su Voce Amica di aprile 2010

Domenica 7 marzo 2010 è stata realizzata presso l’Oasi di preghiera S.Maria

una mattinata di riflessione dedicata particolarmente alle famiglie dal titolo “Va’ verso te stesso–  Abramo, padre della fede”.

L’ incontro è stato tenuto da Luca Moscatelli (laico, biblista, pittore, lavora all’Ufficio Diocesano per la Pastorale Missionaria), che più volte ha guidato giornate di riflessione all’Oasi, infatti è stato uno dei relatori della giornata dell’Oasi dello scorso 23 gennaio.

L’invito a questa riflessione ha coinvolto non solo le famiglie (le quali hanno usufruito di un servizio di Baby-sitter) ma diverse persone.

L’incontro è stato concluso con un momento conviviale tenutosi attorno ad una buona cucina preparata dai volontari dell’Oasi.

Luca Moscatelli attraverso le sue riflessioni ci ha guidato in un viaggio verso la conoscenza di uno dei grandi padri della Bibbia: Abramo, rivelandoci la sua fede e soprattutto la sua umanità.

Abramo è stato il primo uomo ad essere chiamato a una storia personale di alleanza

con Dio e la sua esistenza, dal momento della chiamata, intraprende un cammino di fede verso Dio.

La scelta di Abramo non è motivata dai gesti che ha compiuto durante la sua vita perché migliore, lui era un uomo comune con il desiderio di diventare padre, ma Dio chiama Abramo per farlo allontanare da tale desiderio che lo rende schiavo e fargli comprendere il vero volto di Dio.

Il primo incontro tra Dio e Abramo si articola nell’abbandono di quest’ultimo della sua patria, la sua casa ma soprattutto del suo progetto di paternità e in questo “andare” Abramo incontrerà uomini di fede che avranno un ruolo importante nel  discernimento della scelta di Dio. Ecco che diverrà benedizione per se e per gli altri.

In questo cammino Abramo impara che Dio non è l’immagine di un  padre-padrone, ma è un Padre pieno di amore verso i suoi figli, che li lascia liberi, e questa verità viene rivelata solo durante il sacrificio di Isacco: infatti  Dio mette alla prova Abramo chiedendogli in sacrificio il proprio figlio.

Ma alla fine Abramo lascia libero il figlio e sacrifica un ariete (padre della pecora) ossia sacrifica  la sua paternità, liberando il suo cuore da quell’ossessione.

Abramo può finalmente diventare e riconoscersi figlio, che è la condizione originaria per tutti gli uomini: ognuno di noi è chiamato ad essere figlio e non padre o madre.

Abramo riconosce di avere dei limiti di essere incompiuto e questo fa si che lui si metta nelle mani di Dio, proprio come un figlio nei confronti di un padre, si affida e benedice i doni che riceve: ecco che Abramo nell’andare verso se stesso scopre il vero volto di Dio e matura una grande fede divenendone padre.

La conclusione per tutti i partecipanti in questa mattinata di riflessione, ricca di interventi è stata quella che ogni uomo e figlio è chiamato ad abbandonarsi alla bontà del Padre accogliendolo nei doni che ci dà, altrimenti la paura di non avere abbastanza per vivere ci fa cadere nella violenza, nell’invidia e nella ricerca del potere, mascherando così il vero volto di Dio.

Famiglia Comito

è primavera (sicuri?)

Articolo apparso su Voce Amica di aprile 2010

Eccoci di nuovo nella consueta rubrica “stagionale”: dopo l’autunno e l’inverno, ci ritroviamo (finalmente!) a parlare di primavera. Per noi è la prima: questo è il sesto mese all’Oasi e siamo in attesa di vedere cosa spunterà nel nostro giardino e quali piante il nostro piccolo Paolo -che sta imparando a camminare- andrà prossimamente a rovinare.

È ancora troppo presto per fare un bilancio, anche se siamo contenti di fare questa esperienza e di poter vivere in questo luogo. Stiamo incominciando a capire i nostri limiti e le nostre capacità, stiamo imparando a vedere le potenzialità di questo posto. Ci stiamo rendendo conto di quanto sia importante il lavoro che molte persone fanno per l’Oasi e per il Santuario.

Siamo convinti che chiedere aiuto e poter dare una mano generi una dinamica molto importante: da un lato ci insegna a prendere coscienza dei nostri limiti, dall’altra rende questo luogo un po’ di tutti. Il frutto di questa dinamica virtuosa è sotto gli occhi di tutti coloro che passano di qua: un luogo molto bello e ospitale.

In quest’ottica abbiamo deciso di proporre un’iniziativa che chiamiamo Ora et Labora: vuole essere una giornata di preghiera e lavoro all’Oasi. Parte dalla consapevolezza di aver “bisogno di una mano” per fare piccoli lavori di manutenzione (ognuno in base alle proprie possibilità) e dalla richiesta che più persone ci hanno fatto in questi mesi cioè di potersi ritagliare un po’ di tempo per la preghiera personale.

La formula è molto semplice: ci troveremo sabato 10 aprile alle ore 9: per tutta la giornata alterneremo momenti di preghiera, di lavoro e di ristoro (spirituale e soprattutto “fisico”: i volontari della cucina sono già all’opera per preparare il pranzo). Insomma, ci muoveremo tra giardinaggio, salmi, sistemazione della cantina, polpette, spazi di silenzio, pause caffè, Parola di Dio, piccoli lavori da elettricista, e così via… Concluderemo per le 18.

Ci aiuterà a tenere le fila della giornata sorella Maria Luisa: insieme ad altre compagne dell’ordine Piccole apostole di Gesù vive quotidianamente questo binomio lavoro-preghiera facendone il proprio stile di vita.

Sulla base di tutto questo ci piacerebbe che a fine giornata ognuno di noi portasse a casa, oltre a un po’ di fatica e di soddisfazione per il lavoro fatto, anche la sfida di vivere con questo stile la propria vita di tutti i giorni. O almeno di provarci.

L’invito è aperto a tutti, famiglie comprese: se potete avvisateci in modo che ci possiamo organizzare per un servizio di baby-sitter. Vi consigliamo di portare abbigliamento da lavoro. Non sono necessarie competenze particolari: al mattino vedremo quanti saremo e quali forze avremo a disposizione: in base a questo organizzeremo il lavoro. Un po’ come si fa con il vero caporalato… O come si racconta nella famosa parabola dei lavoratori della vigna (Matteo, cap 20); che forse è meglio…

Vi aspettiamo: sabato 10 aprile, dalle 9 alle 18. Se va bene, si replica in maggio.

A presto

Francesca e Dario (e Paolo)

la giornata dell’oasi

Articolo apparso su Voce Amica di gennaio 2010

La giornata dell’Oasi

Le foglie sono cadute, come previsto; e nel frattempo è caduta anche la neve: l’Oasi imbiancata è stata uno spettacolo stupendo ai nostri occhi. E, a differenza delle foglie, è stato semplice anche eliminare la neve di troppo: ci ha pensato madre natura con la pioggia.

Stiamo cominciando a scoprire molti aspetti e angoli dell’Oasi, come stiamo anche entrando a pieno regime riguardo la gestione degli incontri e quindi delle attività che come Oasi vengono proposte.

Oggi vogliamo parlarvi di uno degli appuntamenti più importanti che negli anni ha caratterizzato questo luogo di preghiera e spiritualità: la giornata dell’Oasi. Quest’anno si terrà sabato 23 gennaio e ci vedrà impegnati tutta la giornata. Il titolo sembra una minaccia, ma non lo è: “… tanto prima o poi un trasloco lo devi fare”. In realtà è lo slogan di una pubblicità di una ditta di traslochi. L’idea ci è piaciuta e ci ha provocato: cambiare le proprie abitudini e i luoghi quotidiani costringe spesso a concentrarsi sulle cose essenziali e primarie, ma permette anche di sperimentare nuove dinamiche e apre a nuovi desideri. Capita a chi cambia casa, lavoro, affetti; e sarà successo anche a Maria e Giuseppe che di posti ne han cambiati prima (e dopo) la nascita del loro figlio. Così avranno cambiato abitudini anche i discepoli quando cominciarono a seguire Gesù. Sembra quasi che “uscire” dalla propria terra sia indispensabile per vivere con il Signore.

Su queste (prime e semplici) idee proveremo a ragionare in questa giornata, guidati dalle riflessioni che ci proporranno i due relatori che in questa edizione saranno Luca Moscatelli e don Enzo Barbante. Entrambi sono volti noti, altre volte in passato hanno contribuito alle attività dell’Oasi. Luca Moscatelli, laico, biblista (e pittore), lavora presso l’Ufficio Diocesano per la Pastorale Missionaria, mentre don Enzo Barbante è responsabile dell’Ufficio Amministrativo Diocesano. Al di là delle cariche che ricoprono, sono persone che con grande disponibilità svolgono una profonda attività pastorale.

Crediamo sia un’occasione importante e per questo vi invitiamo a partecipare e a dedicarvi una giornata intera per iniziare meglio il nuovo anno.

Il programma sarà il seguente:

ore 9.00 ritrovo

ore 9.30 preghiera iniziale

ore 10.00 inizio lavori

ore 13.00 pranzo

ore 14.30 ripresa lavori

ore 16.30 conclusione

Per aiutarci nell’organizzazione, se potete, comunicateci la vostra presenza (tel, 02.92111155; e-mail: oasi@cernuscoinsieme.it).

Infine, segnaliamo altri due appuntamenti per il mese di gennaio. Sabato 16 riprenderà l’Eremo in città: dalle 20,30 alle 22,30 il Santuario di S.Maria rimarrà aperto per l’adorazione silenziosa.

Venerdì 29 alle ore 21,00 prosegue il ciclo di incontri Sotto la guida dello Spirito: l’itinerario di ascolto della Parola e preghiera condivisa animato da suor Cristina sul tema delle prime comunità cristiane descritte negli atti degli Apostoli.

L’equipe dell’Oasi

è autunno: cadono le foglie

Articolo apparso su Voce Amica di dicembre 2009

Scrivere in questo giornale di noi e della nostra esperienza all’Oasi è strano e ci fa quasi impressione. Perché neanche cinque mesi fa tutto ciò non era pensabile perché non previsto.

Era la fine di giugno e venimmo a sapere che Lorenza e Alfredo (e Davide) stavano per terminare il loro servizio. La cosa ci interrogò, quasi per gioco, non sapendo neanche se la parrocchia stesse cercando di nuovo una famiglia per gestire l’Oasi di preghiera. E così, timidamente, chiedemmo a don Ettore se poteva aver senso pensarci. Lui era in partenza per un pellegrinaggio e quindi ci fu più tempo per riflettere. È strano come alle volte si tenti una strada quasi per caso, per curiosità. Poi, all’improvviso le cose vanno proprio in quella direzione. E ci si meraviglia. E alle volte ci si spaventa quasi.

Coincidenza o Buona Notizia? qualcuno si domandava il mese scorso proprio su queste pagine a proposito della nostra scelta e a quella di Elisa e Daniele (con Irene e Emanuele) in partenza per la Bolivia.

Saremmo tentati di dire coincidenza, perché la chiarezza della Buona Notizia alle volte fa impressione e spiazza. Però è Buona Notizia, inevitabilmente. Perché quando prendi quella strada, buttandoti quasi a occhi chiusi, pensando che “tanto sarà difficile che ci dicano di sì…”, quando ti metti in gioco liberamente e poi vedi che le cose vanno via lisce, allora cominciano a tremarti le gambe, perché capisci che stai andando bene. E poi, ovvio, più la strada si fa in discesa, più crescono le paure e il sospetto comincia a fare il suo gioco. È Buona Notizia quindi. Ma non solo per merito nostro, anzi.

Incontrammo Lorenza e Alfredo, visitammo la loro casa (che oggi è la nostra): entrammo in quei luoghi a noi cari e conosciuti, ma li guardammo con occhi diversi. All’Oasi, infatti, io e Francesca ci incontrammo la prima volta e nel Santuario ci sposammo nel 2005. Oggi ogni giorno torniamo sul luogo del delitto, gestendo quei locali e chiudendo ogni sera la Chiesa. Forse questa è coincidenza!

Demmo quindi la nostra adesione in piena estate. Era il 16 Luglio (ci ricordiamo la data perché Paolo compiva 4 mesi). Telefonammo a don Ettore mentre eravamo in spiaggia a trascorrere la nostra prima vacanza estiva a tre. Arrivammo a quella scelta consci che ciò che stavamo per scegliere era in linea con la nostra vita, i nostri desideri e le nostre esperienze passate, malgrado la cosa ci facesse un po’ paura perché consapevoli che vivere a Santa Maria sarebbe stato sicuramente qualcosa di diverso da quanto vissuto fino a quel momento. Ci aiutarono a decidere anche la disponibilità di don Ettore e la testimonianza di Lorenza e Alfredo, che incontrammo sereni e contenti rispetto ai tre anni vissuti all’Oasi.

A settembre arrivò la conferma e da quel momento la macchina si mise in moto fino ad arrivare a oggi, già “traslocati” e in pianta stabile lungo le sponde del Naviglio.

E proprio il Naviglio ci ricorda che ancora poca acqua è passata sotto i ponti (ne abbiamo 2 in 100 metri…) per poter fare bilanci e trarre conclusioni. Ma questo primo mese sta terminando bene, con un po’ di stanchezza addosso, ma serenamente. Paolo si sta ambientando e questo è anche un buon termometro per ciò che stiamo vivendo noi.

Da Milano abbiamo portato molti (troppi?) scatoloni, molti ricordi e qualche idea o sogno per i prossimi anni da trascorrere qui all’Oasi. Alle volte la fretta ci assale e ci fa tralasciare le cose importanti della vita quotidiana. Proprio ieri ci siamo dati al giardinaggio cercando di raccogliere i quintali e quintali di foglie che cadono copiosamente sul nostro prato. Per noi milanesi, abituati – nel migliore dei casi – a spuntare qualche ramo di gelsomino del nostro balcone, è già un successo di cui andiamo fieri e che non manchiamo di far notare a chiunque passi per casa nostra. Ma proprio le foglie ci ricordano che ogni cosa ha il suo tempo, che la natura ha un suo ritmo e per raccogliere il tutto ci vuole tempo, forza e che, potendo lavorare solo alla luce del giorno, si farà poco alla volta nei fine settimana.

E così, forse, sarà anche per noi: crediamo sia necessario “atterrare” pian piano qui all’Oasi, e poco alla volta raccogliere le foglie del giardino, curarlo, aspettare l’inverno per poi godersi la primavera.

Per ora è autunno, e cadono le foglie.

Semplice, ma naturalmente vero.

Dario, Francesca e Paolo dall’Oasi 

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