Cercasi famiglia!

Pubblichiamo un nostro articolo apparso sul mensile Voce Amica del Febbraio 2013

È ancora vivo il ricordo del nostro primo articolo su Voce Amica, nel 2009, per raccontare del nostro arrivo all’Oasi. E oggi, sempre da queste pagine, scriviamo per annunciare che a giugno, come previsto, termineremo la nostra esperienza di servizio.

Sono stati quattro anni molto intensi, caratterizzati da diverse esperienze, attività, incontri e relazioni. Anni in cui la nostra famiglia si è ingrandita, con la nascita di Filippo. Anche se non è il tempo e il luogo per fare un bilancio, da un po’ di tempo ci stiamo confrontando con una rilettura di ciò che l’Oasi è stata per noi e per la nostra Comunità. Soprattutto in questo periodo, da quando con diverse modalità troviamo il modo di comunicare che il nostro mandato sta per terminare e che la Comunità sta cercando nuove persone che prendano il nostro posto.

La famiglia Antonelli: Paolo, Francesca, Dario e Filippo

La famiglia Antonelli: Paolo, Francesca, Dario e Filippo

Sarebbe bello (e anche molto significativo) che fosse ancora una famiglia a proseguire in questo cammino, che dopo la gestione delle Suore, iniziò proprio con la famiglia Ratti (2006-09) e poi con la nostra. Crediamo sia importante prendersi cura di questo luogo e di questa realtà che negli anni si è connotata come un punto di riferimento per molti. E come abbiamo già avuto modo di sottolineare altre volte, è anche un segno concreto di come i laici possano davvero gestire una struttura religiosa e partecipare attivamente alla proposta pastorale della Comunità, una tendenza destinata a diventare sempre più attuale alla luce dei cambiamenti che ormai da anni stanno interessando il clero e che chiamano i laici a sempre maggiori responsabilità.

Proprio in questo processo di ricerca dei prossimi responsabili, ci stiamo rendendo conto di quanto non sia scontato raccontare l’Oasi e in cosa consista il ruolo della famiglia residente e quale importanza abbia l’esperienza di servizio che ne consegue.

Che cosa è l’Oasi? È un luogo di preghiera, dedicato esclusivamente ad attività spirituali e pastorali, sia della Comunità di Cernusco che delle zone vicine. Fin dalla sua creazione, nel 1999, ha proposto momenti di preghiera, di lettura della Parola di Dio, di meditazione e di ritiro che vanno ad arricchire la proposta pastorale delle parrocchie. I locali dell’Oasi sono però anche a disposizione dei numerosi gruppi esterni (gruppi di preghiera, parrocchie, movimenti, provenienti da quasi tutta la diocesi) per ritiri spirituali, attività pastorali e incontri di preghiera. Ai gruppi è offerta anche la possibilità di pranzare nell’accogliente refettorio grazie a un fedelissimo gruppo di volontari che con dedizione e costanza si occupano da anni della cucina.

Prima di tutto è necessario precisare alcuni aspetti che nel comunicare il termine del nostro mandato abbiamo scoperto non essere noti a tutti. La gestione dell’Oasi non è un lavoro ma  un’esperienza di servizio a titolo di volontariato e ai custodi dell’Oasi non è chiesto di rinunciare alla propria professione, con cui l’impegno dell’Oasi è naturalmente conciliabile. Inoltre non è un’esperienza a tempo indeterminato ma ha una durata di alcuni anni definita da un mandato del parroco e secondo la propria disponibilità. Il fatto che abbia una durata limitata nel tempo è secondo noi una ricchezza poiché permette di spendersi in un servizio significativo senza vincoli di definitività e per un periodo adeguato.

Cosa viene richiesto alla famiglia? Prima di tutto di “abitare” questo luogo, dargli un volto, una presenza, ascoltare le richieste di chi quotidianamente passa di qui. Questo ci ha insegnato a vivere “con la porta aperta”, disponibili a lasciarsi “disturbare”, a godere del via vai di ospiti e volontari a cui aprire con generosità la porta della propria casa. L’accoglienza prima di tutto: uno dei compiti principali della famiglia è infatti quello di accogliere i numerosi gruppi che, principalmente durante i fine settimana o alla sera, usufruiscono dell’Oasi per le proprie attività spirituali. Questo richiede un lavoro di segreteria relativo alla gestione delle prenotazioni e al coordinamento dei volontari e degli spazi, a cui si aggiunge la gestione amministrativa, in cui la famiglia è coadiuvata da un revisore dei conti, la gestione delle utenze e dei fornitori e la cura della struttura e del giardino, per cui ci avvalliamo del prezioso aiuto di volontari “specializzati”. Ultimo, ma non meno importante, la famiglia si occupa dell’apertura e della chiusura quotidiana del Santuario di Santa Maria. Ma più di tutto, la sfida più bella per noi è stata quella di proporre, d’intesa con il parroco, uno specifico programma di attività, dalle più storiche e tradizionali, come la recita del rosario nel mese di maggio e l’Eremo in città, a cicli di incontri incentrati sulla fede trasmessa dalle opere d’arte, o ancora momenti dedicate alle famiglie di lettura biblica o di preghiera di coppia. Crediamo che anche questo sia un modo per mettersi al servizio della Buona Notizia nella quotidianità.

Un buon numero di impegni, dunque. “E quale è il tornaconto?”, qualcuno talvolta ci chiede. Oltre all’innegabile vantaggio di poter vivere in un luogo di rara bellezza, c’è il contatto con le persone, l’incontro con le realtà più svariate dei gruppi che passano di qui, lo spirito di squadra e di collaborazione che si crea con i volontari e con l’équipe che contribuisce alla preparazione della parte spirituale, il privilegio di potersi ritagliare momenti di raccoglimento e lo stimolo di inventare e curare momenti di preghiera e di meditazione sulla Parola di Dio. Le forze spese e le rinunce a cui come famiglia siamo talvolta stati chiamati sono state ampiamente ricompensate dalla ricchezza di quanto abbiamo vissuto e dalla soddisfazione e dal senso di gratitudine che lascia ogni esperienza di servizio.

Ci sentiamo di invitare altre famiglie a prendere in considerazione di dedicare qualche anno a un’esperienza come questa, il nostro vissuto e quello della famiglia Ratti che ci ha preceduto dimostrano che ciò è possibile, che gli impegni dell’Oasi possono essere conciliabili con quelli di una normale famiglia.

Chi fosse interessato a fare due chiacchiere può contattare direttamente noi o don Ettore. Saremo felici di incontrarvi, ascoltare le vostre domande e raccontare più nel dettaglio cosa significa vivere all’Oasi.

Vi aspettiamo!

Francesca e Dario

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